In breve: Dominio, hosting, DNS, spazio web, SSL: cosa significano davvero e come sceglierli senza farsi fregare. Guida in italiano semplice per PMI e professionisti.
Ultimo aggiornamento: 7 Agosto 2026
Hai deciso di fare un sito web. Bene. Poi arriva la domanda: "Che dominio vuole? E per l'hosting come facciamo?" — e lì parte il panico. Dominio, hosting, DNS, spazio web, certificato SSL: parole che per chi non è del settore suonano come una lingua straniera. Questa guida le traduce in italiano semplice, così la prossima volta che ne parli con un fornitore sai esattamente di cosa si tratta e non ti fai fregare.
Dominio: il tuo indirizzo su internet
Il dominio è il nome del tuo sito: tuoazienda.it o tuonome.com. È tuo, lo registri a tuo nome (mai a nome del fornitore!) e lo rinnovi ogni anno. Costa tra 10 e 30 euro all'anno per un .it, un po' di più per estensioni particolari. Alcune regole pratiche:
- Sceglilo corto e memorabile: meglio un nome di 8-12 lettere facile da scrivere e da dettare al telefono.
- Il .it ispira fiducia in Italia più del .com, soprattutto per attività locali. Se il .it è libero, prendilo.
- Evita trattini e numeri: studio-legale-milano.it è difficile da ricordare e sembra un dominio di seconda scelta.
- Registralo a nome tuo, non del webmaster o dell'agenzia. È un asset aziendale, come la partita IVA.
- Controlla i social: prima di registrare il dominio, verifica che il nome sia libero anche su Instagram e Facebook.
Hosting: dove "vive" il tuo sito
Il dominio è l'indirizzo, l'hosting è la casa. È un computer sempre acceso e connesso a internet (un server) che ospita i file del tuo sito e li mostra ai visitatori. Non serve comprare un server fisico — si affitta una porzione di spazio, come affittare un appartamento invece di comprare il palazzo.
Quanto hosting ti serve davvero
Un sito aziendale medio (testi, foto, qualche form, una ventina di pagine) occupa meno di 100 MB. Per darti un'idea, qualsiasi hosting entry-level offre almeno 1 GB — dieci volte quello che ti serve. Non farti abbagliare dai numeroni dello spazio: la differenza tra un hosting buono e uno scarso non sta nei GB ma in tre cose:
1. Prestazioni del server
Un server lento rende lento il tuo sito — indipendentemente da quanto sia ben fatto. I pacchetti hosting ultra-economici (€2-3/mese) stipano centinaia di siti sullo stesso server, e quando un vicino di server ha un picco di traffico, il tuo sito rallenta. Cerca hosting con risorse dedicate (CPU e RAM garantite) o WordPress hosting ottimizzato se usi WordPress.
2. Backup automatici
Se il sito si rompe per un aggiornamento sbagliato o un attacco, l'unica ancora di salvezza è un backup recente. L'hosting deve fare backup automatici giornalieri o settimanali e permetterti di ripristinarli con un click. Senza backup, un problema tecnico può cancellare mesi di lavoro.
3. Supporto vero, in italiano
Quando il sito non va — e prima o poi succede — hai bisogno di qualcuno che risponda in tempi umani e nella tua lingua. Il supporto 24/7 in inglese via chat non serve a niente se non capisci la risposta o se ti rispondono dopo 48 ore. Verifica le recensioni sul supporto prima di scegliere.
Il certificato SSL è obbligatorio (e gratuito)
Quel lucchetto verde nella barra degli indirizzi non è un optional. Google penalizza i siti senza HTTPS e i browser mostrano un avviso "Non sicuro" che spaventa i visitatori. Oggi qualsiasi hosting serio include un certificato SSL gratuito (Let's Encrypt) che si rinnova automaticamente. Se il tuo hosting te lo fa pagare come extra, cambia hosting.
Dominio, hosting ed email: come stanno insieme
Molti hosting includono caselle email professionali ([email protected]) nel prezzo. Questo ti permette di avere email con il tuo dominio invece di usare Gmail o Libero — un dettaglio che fa la differenza nella percezione di professionalità. Le email possono stare sullo stesso hosting del sito o su un servizio separato (Google Workspace, Microsoft 365): la scelta dipende da quante caselle ti servono e quanto spazio occupano.
La domanda finale: chi se ne occupa?
Registrare un dominio e attivare un hosting sono operazioni tecnicamente semplici, ma configurare tutto correttamente (DNS, SSL, email, redirect, backup) richiede attenzione. Un errore di configurazione può lasciare il sito offline o far finire le email nello spam. Se non hai dimestichezza tecnica, la scelta più saggia è far gestire dominio e hosting a chi sviluppa il sito — con l'intesa che tutto resti intestato a te. In WebNovis accompagniamo i clienti nella scelta e nella configurazione iniziale, e offriamo piani di manutenzione che includono hosting, backup e monitoraggio — così non devi pensarci tu. Parlaci del tuo progetto →
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Scopri il servizio Web Development →Domande frequenti su Web Development
Qual è la differenza tra dominio e hosting?
Il dominio è l'indirizzo del tuo sito (es. tuoazienda.it), come il numero civico di una casa. L'hosting è lo spazio fisico su un server dove risiedono i file del sito, come l'appartamento vero e proprio. Servono entrambi: compri il dominio (€10-30/anno) e affitti lo spazio hosting (€50-300/anno a seconda delle esigenze).
Quale hosting scegliere per un sito aziendale?
Per un sito vetrina o un piccolo e-commerce bastano 1 GB di spazio e 10 GB di traffico mensile, che qualsiasi hosting base offre. Più importanti dello spazio sono: backup automatici, supporto in italiano, certificato SSL incluso, e PHP/MySQL aggiornati. Diffida di offerte "illimitate" a €2/mese: nascondono server lenti e condivisi con migliaia di altri siti.
Posso cambiare hosting senza perdere il sito?
Sì, si chiama migrazione. Un professionista trasferisce file, database ed email sul nuovo hosting e aggiorna i DNS (i puntamenti del dominio). Il sito resta online durante il passaggio e il cambio è indolore per i visitatori. Tempo medio: 24-48 ore. Non serve alcuna competenza tecnica da parte tua.
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