In breve: Dal 28 giugno 2025 l'European Accessibility Act, recepito in Italia con il D.Lgs. 82/2022, si applica a e-commerce, servizi bancari, trasporti, comunicazioni elettroniche, e-book e media audiovisivi. Le sanzioni vanno da €5.000 a €40.000 e le microimprese che forniscono servizi sono esenti.
Ultimo aggiornamento: 28 Settembre 2026
Risposta rapida: in Italia un servizio digitale non accessibile che rientra nell'European Accessibility Act rischia una sanzione amministrativa da €5.000 a €40.000 (D.Lgs. 82/2022), più da €2.500 a €30.000 se non collabora con AgID o non adotta le misure correttive richieste. I privati con fatturato medio oltre 500 milioni di euro rischiano inoltre fino al 5% del fatturato ai sensi della Legge 4/2004.
Se il tuo sito vende online o eroga servizi digitali ai consumatori, nel 2026 l'accessibilità è un requisito di legge: l'European Accessibility Act (EAA, direttiva UE 2019/882), recepito in Italia con il D.Lgs. 27 maggio 2022, n. 82, si applica dal 28 giugno 2025. Qui trovi chi rientra, chi è esente, quanto si rischia e cosa controllare subito, con i riferimenti alle fonti ufficiali.
Da quando si applica l'European Accessibility Act
Gli obblighi si applicano dal 28 giugno 2025. Il recepimento è precedente: l'Italia ha attuato la direttiva con il D.Lgs. 82/2022. Per i servizi esiste un periodo transitorio: i contratti conclusi prima del 28 giugno 2025 possono proseguire invariati fino alla scadenza, ma non oltre il 28 giugno 2030. Un sito o un servizio lanciato oggi deve invece essere accessibile da subito.
Chi deve adeguarsi e chi è esente
Il D.Lgs. 82/2022 non riguarda indistintamente tutti i siti web, ma i prodotti e i servizi indicati dalla norma. Per i servizi rivolti ai consumatori il perimetro comprende:
- Commercio elettronico: siti e app che permettono di acquistare prodotti o servizi online
- Servizi bancari per i consumatori
- Servizi di comunicazione elettronica
- Trasporto passeggeri (aereo, autobus, treno, vie navigabili): siti, app, biglietti elettronici e informazioni di viaggio
- Accesso ai servizi di media audiovisivi
- E-book e relativi software
Microimprese esenti. Le imprese che forniscono servizi con meno di 10 dipendenti e con fatturato annuo oppure totale di bilancio annuo non superiore a 2 milioni di euro sono esentate dai requisiti per i servizi. L'esenzione non vale per i prodotti immessi sul mercato.
Sito vetrina. Un sito che presenta l'attività senza permettere acquisti o la conclusione di contratti online, di norma, non rientra tra i servizi elencati. Se invece il sito vende, raccoglie ordini o prenotazioni a pagamento, va valutato come servizio di commercio elettronico. Nei casi dubbi è consigliabile una verifica con un consulente legale.
Pubblica amministrazione e grandi imprese. Restano in vigore gli obblighi della Legge 4/2004 (Legge Stanca) per le pubbliche amministrazioni e, dal D.L. 76/2020, per i privati che offrono servizi al pubblico tramite siti o app con un fatturato medio superiore a 500 milioni di euro negli ultimi tre anni.
Quanto si rischia: gli importi delle sanzioni
| Norma e soggetti | Violazione | Sanzione |
|---|---|---|
| D.Lgs. 82/2022 (EAA): operatori economici | Mancato rispetto dei requisiti di accessibilità | Da €5.000 a €40.000, in base alla gravità |
| D.Lgs. 82/2022 (EAA): operatori economici | Mancata collaborazione con l'autorità o mancata adozione delle misure correttive richieste | Da €2.500 a €30.000 |
| Legge 4/2004: privati con fatturato medio oltre 500 milioni di euro | Inottemperanza alla diffida di AgID | Fino al 5% del fatturato |
Per i servizi l'autorità di vigilanza è AgID (Agenzia per l'Italia Digitale). Oltre alla sanzione, un servizio non accessibile esclude una parte dei clienti: spesso il costo commerciale supera quello della multa.
Cosa significa "accessibile": i 4 principi WCAG
In pratica, per i contenuti web il riferimento tecnico è la norma europea EN 301 549, che richiama le WCAG 2.1 livello AA. I requisiti sono organizzati in quattro principi (POUR):
- Percepibile: le informazioni devono essere presentate in modi che tutti possano percepire (testo alternativo per immagini, sottotitoli per video, contrasto sufficiente tra testo e sfondo).
- Utilizzabile: l'interfaccia deve funzionare con diversi metodi di input (tastiera, screen reader, comandi vocali), non solo col mouse.
- Comprensibile: il contenuto e la navigazione devono essere chiari e prevedibili: form con etichette, messaggi di errore esplicativi, lingua dichiarata nel codice.
- Robusto: il codice deve essere semanticamente corretto perché le tecnologie assistive possano interpretarlo oggi e in futuro.
Per la cronologia completa delle norme leggi la guida alla normativa sull'accessibilità web 2026.
Le 5 cose che devi controllare subito sul tuo sito
- Contrasto colore: il testo normale deve avere un rapporto di contrasto minimo di 4.5:1 con lo sfondo. Molti design con testo grigio chiaro su fondo chiaro non lo raggiungono.
- Navigazione da tastiera: prova a usare il sito solo con il tasto Tab. Riesci a raggiungere tutti i link, i pulsanti e i campi del form? Vedi un indicatore visivo di dove ti trovi?
- Testo alternativo delle immagini: ogni immagine che comunica informazione deve avere un testo alternativo descrittivo. Le immagini decorative devono averlo vuoto (non assente).
- Etichette dei form: ogni campo deve avere un'etichetta associata nel codice. Il placeholder dentro il campo non basta.
- Informazioni sull'accessibilità: chi fornisce un servizio soggetto all'EAA deve spiegare in che modo il servizio soddisfa i requisiti, ad esempio nelle condizioni generali o in una pagina dedicata. La dichiarazione di accessibilità sul modello AgID è invece un obbligo delle pubbliche amministrazioni.
Come mettersi in regola in 4 passi
- Verifica il perimetro: controlla se il sito o l'app rientra tra i servizi elencati e se l'azienda supera le soglie delle microimprese.
- Fai un audit: combina strumenti di test automatici e verifiche manuali con tastiera e screen reader.
- Correggi per priorità: prima i blocchi che impediscono di completare un acquisto o una richiesta (checkout, form, navigazione), poi il resto.
- Documenta e monitora: pubblica le informazioni sull'accessibilità del servizio e ricontrolla ogni nuova pagina o funzionalità.
Accessibilità conviene (anche senza obbligo)
Un sito accessibile è più usabile per tutti: testi leggibili, navigazione chiara, form ben progettati. Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità circa il 16% della popolazione mondiale convive con una disabilità significativa, e una struttura semantica con testi alternativi e contenuti chiari aiuta anche motori di ricerca e sistemi di intelligenza artificiale a interpretare le pagine. In WebNovis sviluppiamo siti accessibili secondo WCAG 2.1 AA come standard di progetto, non come aggiunta finale. Scopri l'audit di accessibilità WebNovis →
Cerchi le sanzioni per privacy, cookie o dati obbligatori del sito? Sono regolate da norme diverse dall'EAA: le trovi nella guida ai dati obbligatori su un sito web e relative sanzioni e nella guida GDPR per siti web.
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Scopri l’audit di accessibilità →Domande frequenti sulle sanzioni per l’accessibilità
Quali sono le sanzioni per un sito non accessibile nel 2026?
In Italia il D.Lgs. 82/2022, che recepisce l'European Accessibility Act, prevede sanzioni amministrative da €5.000 a €40.000 per chi non rispetta i requisiti di accessibilità e da €2.500 a €30.000 per chi non collabora con l'autorità o non adotta le misure correttive richieste. Per i privati con fatturato medio superiore a 500 milioni di euro la Legge 4/2004 prevede anche una sanzione fino al 5% del fatturato in caso di inottemperanza alla diffida di AgID.
Chi è obbligato ad avere un sito accessibile?
Dal 28 giugno 2025 l'obbligo riguarda chi offre ai consumatori i servizi elencati dal D.Lgs. 82/2022: commercio elettronico, servizi bancari, comunicazioni elettroniche, trasporto passeggeri, media audiovisivi ed e-book. Le pubbliche amministrazioni e i privati con fatturato medio oltre 500 milioni di euro sono inoltre soggetti alla Legge 4/2004.
Le microimprese devono adeguare il sito?
Per i servizi no: le imprese con meno di 10 dipendenti e fatturato annuo o totale di bilancio fino a 2 milioni di euro sono esentate dai requisiti del D.Lgs. 82/2022. L'esenzione non vale per i prodotti immessi sul mercato. Anche senza obbligo, un sito accessibile è più facile da usare per tutti i clienti.
Quanto costa rendere accessibile un sito esistente?
Un audit di accessibilità costa in genere €500-1.500 per un sito medio; l'audit WebNovis parte da €350. Le correzioni variano da €1.000-3.000 per interventi mirati (contrasti, label, navigazione da tastiera) fino a €3.000-10.000 per un restyling strutturale. Se il sito va rifatto, integrare l'accessibilità dal progetto costa molto meno che adeguarlo dopo.
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